La didattica a distanza – DAD – ha consentito la prosecuzione dei programmi formativi, ma l’isolamento ha interrotto i contatti umani con conseguenze che stanno riguardando bambini di ogni età e adolescenti. Sempre più alta l’incidenza di problematiche legate all’ansia, soprattutto nell’adolescenza, i ragazzi manifestano mancanza di motivazione, stanchezza e svogliatezza e hanno notevoli difficoltà di concentrazione e memorizzazione.

I bimbi più piccoli presentano una regressione nei comportamenti: mangiava da solo, e ora vuole essere imboccato, dormiva tutta la notte, e adesso si sveglia e vuole la mamma, parlava bene, e ora si esprime come un bimbo piccolo”

Tutto questo è causa della frequenza scolastica irregolare, di stimoli inadeguati, di scarse occasioni relazionali e culturali che oltretutto alimentano la dispersione scolastica e la povertà educativa.

La chiusura delle scuole è stata, in uno specifico periodo un male necessario, compensato dalla DAD, ma rimane l’urgenza di garantire non solo il diritto all’istruzione ma anche il diritto alla partecipazione, al gioco, alle attività ricreative e al tempo libero che offre principalmente la scuola come indispensabile spazio e momento di socializzazione per bambini e ragazzi.

Le regole per la ripartenza a scuola sono state già individuate per garantire agli studenti di frequentare in sicurezza, certo bisognerà interiorizzare queste nuove regole e nuove modalità di relazione, aiutando i bambini e i ragazzi a dare un senso a questa esperienza e a convivere con una normalità che è necessariamente differente da prima.

 

I nostri consigli ai genitori:

  • affrontate voi per primi le comprensibili ansie e paure rispetto alla frequenza in presenza a scuola dei vostri figli;

  • trovate il giusto equilibrio tra rispettare le misure di sicurezza necessarie al contenimento del contagio Covid e assicurare l’indispensabile bisogno di socialità dei ragazzi;

  • collaborate con gli insegnati cercando di individuare subito segnali di disagio nei ragazzi;

  • non esitate a chiedere consiglio ad un professionista anche solo per chiarire dei dubbi.

Dott. ssa Rossella Vartellini

Logopedista – Dottoressa in Psicologia